Convegno edizione 2026 sull ‘Apicoltura Moderna a Lajatico: Dati e Dettagli.

Sperimentazione e innovazione ai fini della salvaguardia della biodiversità, miele e DNA ma anche polline, il superalimento che fa bene al sistema immunitario e migliora le performances sportive. ll video dell’On. Dario Nardella da Bruxelles a supporto del settore apistico.

Questi i temi di base trattati in occasione dell’annuale convegno sull’Apicoltura Moderna lo scorso 20 giugno a Lajatico (PI) ove docenti universitari e professionisti del settore si sono dati appuntamento per fare il punto sulla situazione apistica in Italia e nel mondo.[

Un commovente tributo a Alfo Fabbri, il fondatore di Miele Fabbri, scomparso pochi mesi fa, ha aperto l’evento. Le parole di Fabio Pugliesi, nipote di Alfo, subentrato accanto al padre Stefano nella gestione dell’azienda che dal 1920 porta avanti la tradizione della produzione di miele e prodotti dell’alveare nel comune toscano, hanno introdotto una mattinata di lavori. “Le nuove frontiere dell’Apicoltura Moderna, tra salvaguardia della biodiversità e sperimentazione, nutrizione e sport”, questo il titolo del convegno di quest’anno, ha visto protagonista in primis il video di saluto inviato al sindaco Tedeschi e agli astanti da Dario Nardella, europarlamentare eletto con il Partito Democratico (gruppo S&D), Svolge l'incarico di Coordinatore per la Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale (AGRI).

Nel video L’On. Nardella sottolinea l’importanza dei piccoli centri della Toscana come Lajatico per l’Europa, per la preservazione del territorio e poi: “le api non sono solo miele ma sono anche biodiversità e presidio del territorio. Oltre l’80% delle colture europee dipende almeno in parte dagli impollinatori, che equivale in Italia a oltre 2 milioni di prodotti dell’ agroalimentare. Un’attività che è spesso invisibile.” e continua “il programma di oggi che ho visto che va dalla genetica delle api ai probiotici, fino alle proprietà del polline nella nutrizione e nello sport, dimostra che questo settore sa rinnovarsi; la ricerca è la strada per difendere il nostro miele. Su questo l’Europa sta facendo molto ma deve fare ancora di puù senza arretrare. La difesa del settore passa anche per il rispetto dei regolamenti.” e prosegue “Da solo 6 giorni, dal 14 giugno scorso, sono entrati in vigore i regolamenti europei sull’etichettatura del miele. Finalmente il compratore saprà da dove viene il miele che acquista. Il miele importato (---) risulta sospetto da adulterazione. Decine di milioni di tonnellate di miele vengono trattate con sciroppi di zucchero e entrano ogni anno sui nostri mercati. Insomma servono controlli veri e corredati di analisi armonizzate tra paesi e paesi e controlli reali” e chiosa “ L’architettura finanziaria attuale non è all’altezza delle sfide che il settore apistico si trova ad affrontare (...)”

Il Professor Luca Fontanesi, Ordinario di Zootecnia Generale e Miglioramento Genetico presso l’ Alma Mater Studiorum di Bologna ha aperto i lavori della mattinata spiegando come “Negli ultimi anni, lo studio della variabilità genetica delle api ha assunto un ruolo centrale per la loro conservazione e gestione sostenibile. Analisi molecolari condotte direttamente sugli individui, ad esempio attraverso il DNA mitocondriale, hanno evidenziato una notevole diversità genetica anche in contesti locali e la presenza di linee genetiche non autoctone. Questi studi permettono di monitorare fenomeni di ibridazione e di preservare sottospecie di interesse, come Apis mellifera ligustica, contribuendo alla definizione di strategie di tutela basate su dati genetici.
In questo contesto si inserisce anche l’analisi del DNA ambientale (eDNA) contenuto nel miele, che rappresenta una fonte innovativa e non invasiva di informazioni biologiche. Il miele, infatti, conserva tracce genetiche provenienti sia dalle api produttrici sia dall’ambiente circostante. L’analisi del DNA estratto dal miele consente, da un lato, la caratterizzazione genetica delle api e, dall’altro, la ricostruzione della biodiversità vegetale e microbica degli ecosistemi in cui operano le api stesse.
Due metodologie avanzate di analisi del DNA permettono di catturare l’informazione presente nel DNA ambientale: l’analisi di metabarcoding, che permette l’identificazione simultanea di molte specie vegetali e microbiche attraverso marcatori genetici specifici, e il sequenziamento di tutto il DNA presente nel miele. Tali approcci offrono strumenti potenti per il monitoraggio dello stato di salute delle colonie, l’individuazione di patogeni e la valutazione del livello di biodiversità dell’ambiente.
Un ulteriore ambito di applicazione del DNA ambientale del miele riguarda l’autenticazione di questo prodotto. L’analisi del DNA consente infatti di verificare l’origine botanica e geografica del miele, contribuendo a contrastare frodi e adulterazioni e a valorizzare le produzioni locali.
Nel complesso, l’integrazione tra studi genetici diretti sulle api e analisi del DNA ambientale nel miele rappresenta una prospettiva promettente per la salvaguardia delle api, la tutela della biodiversità e lo sviluppo di filiere apistiche più sostenibili dove il miele può essere valorizzato come prodotto del territorio.”
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La parola è passata poi alla Professoressa Roberta Ciampolini, Ordinario di Zootecnia Generale e Miglioramento Genetico dell’Università di Pisa che, previa una bella presentazione video a cura di Pierluigi Pierantoni -Presidente della Cooperativa Apicoltori Montani di Matelica (MC) – luogo ove è stato rivenuto il primo ceppo di api di Roti da cui è partita la sperimentazione in corso, ha illustrato nel dettaglio gli effetti dell'integrazione probiotica su ape ligustica (Apis mellifera ligustica Spinola, 1806) con i risultati della prova sperimentale effettuata a Lajatico (PI) e a Massa Macinaia (LU). Come ha spiegato la Professoressa Ciampolini: “La relazione si basa sulla presentazione dei risultati della prova in campo effettuata su 16 arnie mantenute presso due apicoltori della Toscana, uno a Massa Macinaia in provincia di Lucca (Azienda Agricola Metalori Aldo – 8 arnie trattate di cui 4 controllo e 4 integrate con probiotici), ed uno in Provincia di Pisa, presso il comune di Lajatico (Azienda Miele Fabbri 8 arnie trattate di cui 4 controllo e 4 integrate con probiotici di produzione dell’azienda OBK Svizzera. Lo studio ha fornito dati fondamentali sull’efficacia e la stabilità degli effetti della miscela probiotica, in condizioni realistiche di stress ambientale ed infezioni, favorendo un approccio innovativo alla tutela della salute delle api. La combinazione di analisi immunologiche, microbiologiche e metaboliche ha infatti consentito di comprendere alcuni dei meccanismi alla base del miglioramento della resilienza apistica e di indirizzare futuri interventi di gestione sostenibile sugli alveari.”

Dopo la spiegazione teorica si è passati a quella pratica raccontata agli astanti dall’apicoltore professionista Stefano Pugliesi di Miele Fabbri che con l’aiuto di slides ha reso partecipe il pubblico della prova sul campo.

Nella seconda parte dei lavori, il Prof. Giacomo Rossi, Ordinario di Patologia Generale, Fisiopatologia, Immunopatologia e di Anatomia Patologica Veterinaria Università di Camerino ha spiegato come “ il polline d'api sia in grado di modulare il microbiota intestinale e la risposta immunitaria sia dell'ape che dell'uomo. In entrambi gli organismi infatti può agire come supporto nutrizionale attraverso l'interazione con la flora batterica intestinale, grazie al suo ricco contenuto di vitamine del complesso B, C, D, E, ed oligoelementi (soprattutto ferro, zinco, selenio e cromo) favorenti la proliferazione dei batteri intestinali dell'uomo e dell'ape. Al polline vengono riconosciute un'azione Prebiotica e Probiotica. L'effetto prebiotico è legato alla sua elevata percentuale di fibra, costituita da polisaccaridi e zuccheri complessi che nutrono i batteri probiotici intestinali, ed in particolare i Lattobacilli ed i Bifidi, favorendone la proliferazione/colonizzazione. Questi batteri, già presenti nell'intestino dell'ospite, sono arricchiti dai batteri lattici e dai saccaromiceti contenuti nel polline sia fresco che congelato, che ne apporta in notevole quantità. L'assunzione combinata di polline e probiotici può inoltre amplificare gli effetti benefici sul microambiente intestinale. La fermentazione del polline ad opera dei batteri della flora lattica intestinale ne potenzia le proprietà antimicrobiche ed antiossidanti, rendendolo un superfood ancora più efficace per il benessere intestinale. Questo determina un importante supporto alla barriera Intestinale tramite un'azione antinfiammatoria e rigenerante, fondamentale per un microbiota sano. Infine l'azione immunomodulante del polline d’api aumenta la resistenza alle infezioni, potenziando l'attività del sistema immunitario quando necessario e regolarla in caso di iperattività. Nonostante il polline disperso dal vento sia riconosciuto come causa di alcune reazioni allergiche, il polline elaborato dalle api non ha questa capacità poichè è ricco di composti fenolici come rutina, quercetina e acido vanillico, che sono in grado di inibire il rilascio di istamina, la produzione di alcune interleuchine (IL-4, IL-13) e l’espressione del ligando CD40 su basofili e mastociti, esprimendo così la sua azione antiallergica. L’estratto fenolico di polline d’api non solo sembra in grado di inibire la produzione dei mediatori infiammatori, ma anche di bloccare la produzione specifica di anticorpi IgG e IgE, i cui elevati valori sono spesso associati a reazioni allergiche respiratorie e gastrointestinali”.

La relazione del Professor Rossi è stata ulteriormente supportata dalle interessanti dissertazioni della Dott.ssa Evelina Serri, della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria, docente per l’ Apicoltura nel corso TeBAP UNICAM,che spiega come: “I prodotti delle api sono stati fin dalle civiltà più antiche tenuti in considerazione per le loro proprietà curative e alimentari. La crescente attenzione dei consumatori verso prodotti naturali e farmaci alternativi ha condotto ricercatori di tutto il mondo verso lo studio di questi prodotti, tra cui il polline d’api. I risultati ottenuti sono stati sorprendentemente positivi in quanto hanno confermato che il polline d’api è una preziosa fonte di sostanze nutritive ed energia che lo convalidano come alimento “funzionale” di altissimo valore biologico. Grazie alla presenza di una grande varietà di metaboliti vegetali, enzimi e coenzimi il polline risulta essere un ottimo antimicrobico e antimicotico, ha effetti benefici sia nella prevenzione delle più svariate patologie che un'ottima fonte terapeutica naturale. La presenza di polifenoli conferiscono alpolline d’api notevoli proprietà antinfiammatorie e riparative dei vari tessuti organici. I polisaccaridi stimolano l’attività immunologica, gli acidi grassi antitumorale. La notevole variazione specie-specifica della sua composizione e delle variabili ambientali portano ad una mutevolezza dei risultati che emergono dai tantissimi studi sull’argomento non togliendo comunque, valore e possibili utilizzi del polline come prodotto nutraceutico e terapeutico. Il polline è un eccellente alleato naturale per gli sportivi, agendo come ricostituente energetico e un supporto ideale al recupero muscolare dopo un lavoro intenso. Proprio grazie alle sostanze in essocontenute, migliora la resistenza alla fatica. Nel mondo dello sport, dove ogni contributo può fare la differenza, gli sportivi sono interessati all’utilizzo di prodotti naturali che possano migliorare le loro prestazioni e nel contempo tutelare la loro salute. Possiamo quindi affermare che con il polline d’api la natura fornisce agli sportivi un potente alleato, un alimento con i “superpoteri”.”

La mattinata si è conclusa con un intervento tramite slides del Dott. Nicola Maria Moschetti, Nutrizionista della Lidl Trek (impegnato in data, proprio con gli atleti della medesima in una gara di gara all’estero), Dietista e Performance Nutritionist specializzato in nutrizione sportiva, con particolare esperienza nel ciclismo professionistico d’élite con un diploma in Sports Nutrition del International Olympic Committee (IOC). Il Dott. Moschetti ha risposto in maniera chiara e esauriente a alcuni semplici domande poste dalla Dott.ssa Moira Salvini, giornalista sportiva e moderatrice dell’evento, relativamente alla corretta nutrizione di oguno di noi, nonché all’introduzione dei prodotti dell’alveare nella dieta di tutti i giorni. Una cultura che ancora deve prendere piede in Italia e nel mondo, purtroppo, come si è evinto dalle risposte date dal Dietista.

Infine il Dott. Franco Ferrini – Preparatore atletico professionista e Consigliere Comune di Lajatico (PI) con la sua relazione su “L’importanza di una sana alimentazione per la preparazione di un atleta: la stretta relazione tra alimentazione e performance in un’atleta professionista e la differenza nei vari sport” ha concluso i lavori, confermando ulteriormente come ancora ci sia molto da divulgare e da far capire tra sportivi e non in merito all’importanza di miele, polline e quanto altro.

Foto Credits – Riccardo Dalle Luche

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