La Treccani insegna che lo sciame è un sostantivo maschile (ant. sciamo) “s. m. [lat. examen, che anche in questa accezione, come in quella di «esame» (propriam. «ago della bilancia»), è un der. di exigĕre, ma nel sign. di «spingere fuori» (v. esigere)]. – e come primo significato da riferimento alle nostre amiche api:
1 a) Gruppo di api operaie che, con la vecchia regina, abbandonano la colonia divenuta troppo popolosa, per fondarne una nuova (v.anche sciamatura) b) . estens. Gruppo folto di animali alati di piccole dimensioni che volano insieme: uno sc. di moscerini, di zanzare, di cavallette; talvolta è anche riferito ad animali d’altro genere che si muovono insieme: i due animali allacciati furono assaliti da uno sciame di molluschi verdi usciti dalla nebbia calda (S. Nievo). c. fig. Moltitudine di persone o di cose in movimento: uno sc. di ragazzi; appena fuori, si trovarono addosso uno sciame d’amici e d’amiche, tutto il comune, si può dire, che le aspettava (Manzoni); tre monache avevano raccolto, come chiocce i pulcini, uno sciame di bambine vestite di bianco (C. Levi); il barone ... s’incamminò ... verso uno sciame d’ombrellini che si vedeva presso due carrozze (Fogazzaro); uno sc. di barche a vela solcava la superficie del lago. Frequente la locuz. avv. a sciami, in gran numero: la gente si riversava a sciami fuori dalle vetture della metropolitana; vennero stranieri a sciami ad occupare gli uffici pubblici (G. Capponi). 2. Nel linguaggio scient. e tecn., indica una serie di fenomeni simili che si producono in una medesima regione e contemporaneamente o in rapida successione. In partic.: a.In astronomia: sciame di meteore (o sciame meteorico ), raggruppamento di meteore procedenti con uguali velocità su orbite sensibilmente parallele; se è assai numeroso dà origine al fenomeno della pioggia delle stelle cadenti.” Tuttavia la protagonista di uno sciame è femminile. E poi, come sempre, se guardiamo la sezione c, siamo soliti apprendere comportamenti da chi conta più di noi come le api e se non ci fossero loro noi non ci saremmo.
Ma perché le api sciamano?
Vi è un periodo dell’anno, solitamente tra aprile e primi di maggio- con il cambiamento climatico in atto anche a fine maggio - in cui per l'apicoltore inizia un periodo di duro lavoro sia perché le api cominciano a bottinare e produrre miele sia perché deve affrontare il fenomeno della sciamatura. Tornando alla definizione della Treccani: quando la nuova regina sta nascendo o è appena nata, lo sciame abbandona l’arnia e va a posizionarsi su un ramo nei pressi dell'apiario. Le api esploratrici vanno alla ricerca di un luogo adatto (un tronco cavo, l’incavo di una finestra, un anfratto seminascosto di un serramento o di un muro) per dare vita a nuova colonia così ché la vecchia regina (di solito è lei che lascia la cassettina) possa farsi una vita altrove. Il nuovo nido fatto dalle api è di cera e è giallo chiaro o scuro, se diverso non si tratta di un nido di api bensì di vespe o calabroni. Se vedete/avete un nido con uno sciame vicino a casa o al vostro luogo di lavoro è bene chiamare subito un apicoltore affinché le recuperi senza uccidere le api. Poiché le api sono un animale protetto se si uccide un alveare si può incorrere in una sanzione da 1000€ a 4000€. Quindi vale la pena fare una telefonata, al limite ai vigili del fuoco che poi attiveranno un apicoltore di zona.
Ma perché la Regina decide di sciamare e lasciare la sua casa? Ogni alveare contiene una sola famiglia di api. E ogni famiglia può avere solo una capostipite. Quindi quando inizia la primavera, se come dovrebbe essere, fa caldo e i fiori sbocciano in quantità, le api escono a impollinare (le api sono femmine ma sterili), e anche la Regina esce una sola volta e si accoppia con i fuchi ( i maschi delle api). I fuchi svolgono sia il ruolo di accoppiamento con l'ape regina (dopodiché muoiono) sia quello di mantenere la temperatura dello sciame costante, ai fini della sopravvivenza. Visto il gran fermento del periodo primaverile, la Regina arriva a deporre sino a 2000 uova al giorno e nei 18 giorni successivi la famiglia può crescere anche sino a 60.000 unità per arnia. Decisamente troppe. Tra queste nuove api vi è la possibilità che nasca (in una di quelle che si chiamano celle reali, più larghe del solito) una nuova Regina, soprattutto se quella che chiameremo per praticità “Regina Madre”comincia a avere qualche anno (le api vivono sino a 45 gg in questo periodo e la Regina 4 anni) e a emettere meno ormoni. La vita all’interno dell’alveare è infatti comandata a bacchetta dalla Regina grazie ai suoi ormoni, tramite i quali dà ordini di cosa fare all’interno dell’alveare; se gli ormoni vengono a mancare ma anche se si hanno sbalzi climatici, mancanza di acqua o di cibo e una famiglia di api cresce troppo si fa in modo di far nascere una nuova Regina ‘più dotata’ di ormoni. Così la vecchia Regina lascia l’alveare e si porta dietro una metà delle api presenti nell’alveare (quasi sempre le più giovani e vigorose). Poiché nulla è lasciato al caso, prima di partire, le apine in fase di sciamatura si riempiono le sacche mellifere di miele così da avere una scorta di cibo per i primi giorni fuori casa e per produrre la prima cera che servirà per la costruzione del nuovo nido. Poiché la Regina che sciama non è giovanissima e energica, in attesa che le api esploratrici trovino un luogo adatto alla nuova abitazione della sua famiglia, lei andrà a posarsi sul ramo di un albero, quasi sempre nei pressi del vecchio alveare. E si sa lei è la Regina- anziana ma Regina- dove si posa lei si posano anche le altre. Ecco che così si forma il famoso grappolo di sciamatura. E’ probabile che le api si fermino li per un giorno o due, ma non appena le esploratrici hanno individuato un luogo che pensano essere sicuro, queste grazie alla famosa danza delle api comunicano alla sua Maestà la Regina le coordinate esatte della nuova casa e si ricongiungono allo sciame. Quando lei parte si porta dietro tutte le api del grappolo: da li a pochi giorni il nuovo nido di cera sarà pronto e la nuova famiglia ricomincerà la vita di sempre. Tuttavia uno sciame non si sposta mai più di 3 Km dal luogo originale del primo alveare e non è detto che questo avvenga per forza. I fattori da cui può dipendere la sciamatura sono innumerevoli perciò se vi trovate di fronte a un grappolo di api, dovete pensare che se si trova li le api hanno le loro buone ragioni. Rispettate loro e la loro Regina e chiamate subito un apicoltore esperto: una volta individuata la Regina, la indirizzerà verso una cassettina ad hoc per questa operazione e tutte le api della sua famiglia la seguiranno senza chiedersi né dove né perché. Perché la famiglia è sacra. E anche su questo dobbiamo imparare molto dalle api.


